L'ATTENTATO ALLA CANONICA DI CERETOLO (Roberto Nicolick)

CRIMINI DEL COMUNISMO E ATROCITA' PARTIGIANE

24 Marzo 2021


L'attentato alla canonica di Ceretolo (BO)
20 settembre 1947

 

(Roberto Nicolick)

Ceretolo è una frazione di Casalecchio di Reno, cittadina nota per la produzione di culatello, il re dei salumi, la zona è nota per aver fatto parte del triangolo rosso della morte che fu teatro di centinaia esecuzioni sommarie compiute dalle brigate partigiane comuniste anche a guerra finita. Nel triangolo rosso della morte essere o essere stati vicini alla RSI suonava come una condanna a morte ma anche essere Cattolici impegnati poteva essere molto pericoloso, basta ricordare 22 preti assassinati prima e dopo il 25 aprile 1945 sempre dai soliti noti.
Il 21 settembre del 1947 Bologna viene designata come luogo del raduno generale del Nord e del Centro Italia della Gioventù di Azione Cattolica, si prevede la partecipazione di quasi centomila giovani. I Comunisti Emiliani la vedono come una sfida, una provocazione da parte dei Cattolici impegnati che inoltre si affacciavano nella politica. In una piccola parrocchia della zona, Ceretolo, come in moltissimi altre chiese ed oratori, tre persone preparavano dei cartelli che avrebbero esibito alla sfilata nel centro di Bologna, il parroco , Don Guerrino Guelfi e due giovani, Cesarino Degli Esposti un aspirante dell'Azione Cattolica di appena 13 anni e uno scout, Roberto Fornasari di anni 14.
Era la sera, alle 20,45 del 20 settembre 1947, all'indomani migliaia di ragazzi dell'azione Cattolica avrebbero sfilato per le vie di Bologna, qualcuno, sicuramente più di una persona, depose un bidone di latta colmo di esplosivo innescato da una miccia accanto al muro esterno della canonica, proprio in corrispondenza del soggiorno del sacerdote. Poi una mano assassina accende la miccia che innescherà l'esplosione. Lo scoppio farà crollare il muro portante della canonica, devasterà l'interno del fabbricato ma soprattutto ucciderà sul colpo il povero Cesarino Degli Esposti e ferirà il Parroco fratturandogli spalla e braccio destro, lo scout Roberto Fornaciari ne avrà per dieci giorni. Il rumore dello scoppio arriverà sino a Bologna che dista circa dieci chilometri. Menti ottuse avevano spezzato la vita di un bimbo di appena tredici anni, Cesarino nato a Gosso, Bologna, l'otto agosto 1934, già con dei valori e delle scelte molto scomode in una terra infuocata, i suoi genitori, Adelmo e Mafalda, subirono un dolore immenso e incolmabile che solo attraverso al loro fede riuscirono a metabolizzare.
Le indagini dei Carabinieri seguirono la pista dell'odio politico di matrice comunista e nel 1951 fu rinviato a giudizio un gruppo di tredici persone, tutti comunisti e la maggior parte ex partigiani comunisti, Angelo Piazzi, ex segretario della camera del lavoro di Casalecchio, Antonio Seldenari il mandante, Giuseppe Bolognini, Giorgio Finelli, Giuseppe Collina, Novello Landi, Celestino Cassola, Baldo Gardi, Felice Bosi. Tutti gli imputati si dichiararono innocenti tranne Giuseppe Collina il quale affermò che si trattava solo ed unicamente di un atto intimidatorio contro un prete molto attivo e quindi anti comunista.

 



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