LE MADONNELLE STRADAROLE DI ROMA (A.G. Fucilone)

ARTI

23 Marzo 2021


Le Madonnelle stradarole di Roma

 

(Antonio G. Fucilone)

 

Roma è nota per tanti monumenti, per tante storie e per la gastronomia.

Oggi, vi racconto la storia delle Madonnelle stradarole.

Le Madonnelle sono delle edicole con raffigurazioni della Vergine Maria che furono costruite agli angoli dei palazzi antichi della nostra capitale.

Ancora oggi, alcune di esse possono essere viste nelle sedi originali.

Questa pratica di costruire le Madonnelle fu un retaggio del Paganesimo.

Infatti, prima dell'avvento del Cristianesimo (quindi, prima dell'anno 313 D.C.) agli angoli dei palazzi si costruivano delle edicole con degli altari dedicati ai lares compitales, delle divinità che proteggevano gli angoli delle strade.

Molto spesso, si usava cristianizzare gli usi pagani per potere evangelizzare le persone. 

Quelle attualmente visibili risalgono ad un periodo compreso tra il XVII ed il XIX secolo.

Qualcuna è anche della prima parte del XX secolo.

Le Madonnelle sono per lo più in forme barocche e neoclassiche e sono incassate in strutture simili a tempietti o sono coperte da un baldacchino di metallo o sono racchiuse in cornici decorative, le quali sono più vistose anche delle stesse immagini sacre, che sono mosaici, dipinti o bassorilievi.

Alcune di esse hanno anche delle lanterne o dei sostegni per le candele, oltre ad avere dei vasi per i fiori.

Attorno alle Madonnelle, vi sono anche delle leggende e storie soprannaturali.

Una di queste riguarda la Madonnella che si trovava alla base del campanile della chiesa di San Giovanni Calibita.

Nel 1577, ci fu un'alluvione e l'acqua sommerse l'immagine ma la candela rimase accesa.

Questo ci dice ancora oggi la tradizione.

Per via di questo fatto prodigioso, il dipinto fu traslato nella chiesa mentre alla base del campanile fu affissa una sua copia.

Un'altra storia riguarda la Madonnella che si trovava nel Vicolo delle Palle, presso la Via Giulia.

Il fatto prodigioso avvenne in un anno imprecisato tra il XVI ed il XVII.

La storia ebbe per protagonista un un giocatore di bocce.

Adiranto per una sconfitta, egli scagliò una boccia contro l'immagine della Madonna, colpendola sotto l'occhio destro.

Il braccio dell'uomo rimase paralizzato fino al suo pentimento, che sarebbe avvenuto.

Dopo la notizia di questo miracolo, l'immagine fu traslata nella vicina chiesa di San Giovanni de Fiorentini.

Questo non fu l'unico caso di Madonnella che fu colpita da giocatori presi dall'ira per delle sconfitte.

Ci furono immagini che sanguinarono.

Una di queste immagini, originariamente in Via del Parione, fu trasferita nella chiesa di Santa Maria in Vallicella, per un miracolo attribuitole.

Un'altra immagine si trovava dietro Piazza Navona, presso la chiesa di Santa Maria degli Acquaricciari.

Si parlò dell'evento ed il Papa di allora,  Papa Sisto IV (Francesco Della Rovere, 21 luglio 1414-12 agosto 1484), fu così scosso che fece ricostruire la chiesa e la fece dedicare a Santa Maria della Pace.

L'immagine è ancora oggi venerata nella suddetta chiesa.

Anche il dipinto che una volta si trovava sotto il portico della Via Arco de' Cenci, vicino al ghetto ebraico,  fu protagonista di un fatto singolare.

Il 10 gennaio 1546, ci fu una colluttazione tra due uomini.

Uno dei due estrasse il coltello e stette per pugnalare l'altro, il quale invocò pietà in nome della Vergine Maria.

Allora, l'uomo ripose il coltello ma l'altro lo colpì a tradimento e lo uccise.

La Vergine Maria raffigurata nell'immagine si mise a piangere di fronte al vile delitto.

L'immagine fu trasferita nella vicina chiesa di San Salvatore de Cacabriis, la quale fu ricostruita e rinominata chiesa della Madonna del Pianto.

Il prodigio più strano, però, ebbe luogo nel 1796.

Più Madonnelle mossero gli occhi prima che arrivassero le truppe francesi di Napoleone.

Due anni dopo, Roma fu presa dai francesi.

Anche alla Madonna di Strada Cupa, che stava in un'edicola ai piedi del Gianicolo furono attribuiti dei fatti prodigiosi e per questo fu traslata nella chiesa di Santa Maria in Trastevere, in una cappella apposita, nel 1625. 

La storia è piena di fatti simili a quelli raccontati.

Per esempio, nella città di Osimo, in Provincia di Ancona, vi è un bel duomo in stile romanico-gotico.

Il Crocifisso di quel duomo (che è abbastanza strano nelle forme, ritenute androgine da qualcuno, e per i piedi inchiodati separatamente) mosse gli occhi proprio nello stesso anno in cui le Madonnelle romane fecero altrettanto.

Era il 2 luglio 1796.

Tanti di questi miracoli sono raccontati dalla gente e riguardo ad essi furono raccolte delle testimonianze ma molti dei risultati delle indagini fatte dalla Chiesa furono perduti con l'arrivo dei francesi.

Inoltre, Roma è legata al culto mariano.

Per esempio, vi è anche la storia della chiesa di Santa Maria in Via, in Larga Chigi- Via del Tritone.

La storia della chiesa è legata ad un pozzo che serviva per l'abbeveraggio dei cavalli del cardinale Pietro Capocci, un cardinale che visse ed operò durante il pontificato di Papa Alessandro IV (Rinaldo dei Signori di Jenne, 1199-25 maggio 1261).

Questo fu il fatto prodigioso: nella notte tra il 26 ed il 27 settembre, il pozzo rigurgitò l'acqua, allagando il luogo circostante.

Gli inservienti del cardinale cercarono di arginare l'acqua.

Essi trovarono e sull'acqua vi una tegola con impressa l'immagine della Madonna che galleggiava contro ogni legge della fisica ma non riuscirono a prenderla.

Allarmato, il cardinale fu chiamato, venne e pregò.

Pregando, l'immagine venne a lui.

Così, fu realizzata la chiesa, nella quale vi è ancora oggi il pozzo, la cui acqua è bevuta dai fedeli.

Al di là dei fatti soprannaturali, veri e presunti, le Madonnelle rappresentano ancora oggi esempi di devozione, oltreché di arte e di storia.



« Indietro