MASSONERIA (A.G. Fucilone)

STORIA

23 Marzo 2021


MASSONERIA

(A.G. Fucilone)

Quando si parla di "libera muratoria", di frammassoneria o di massoneria si parla di un mondo molto complesso e con molte sfaccettature.

Ora, faccio un sunto storico.

La massoneria ebbe origine dalle corporazioni medioevali di architetti e muratori che costruivano le cattedrali.

Queste corporazioni (o gilde) godevano di privilegi conferiti dalla Chiesa (dato che ne costruivano le strutture) ed operavano anche con ordini monastico-militari.

Un esempio fu quello dei Bambini di Padre Soubise.

Questo gruppo fu una vera e propria confraternita di operai specializzati chiamati compagnons.

Questa confraternita, insieme a quella dei Bambini del Maestro Jacques e quella dei Bambini di Salomone, fu legata all'Ordine del Tempio (Cavalieri Templari) e costruì la cattedrale della città francese di Chartres nel 1194.

Le pietre della cattedrale portano le firme di quegli operai.

In Paesi come Francia ed Inghilterra, queste gilde furono molto attive.

I componenti di codeste gilde divennero poi i "liberi muratori", in francese "francs-maçons".

In inglese, si parlò di "freemasons".

Da qui derivarono i termini "frammassoneria" e "massoneria". 

Come tutte le corporazioni, anche queste gilde curavano i loro interessi e non volevano che altri rubassero le tecniche di costruzione.

Così, per evitare che queste ultime fossero divulgate, il neofita che entrava in esse doveva fare un vero e proprio rito di iniziazione e giurare di non divulgare i segreti delle tecniche di costruzione.

Nacque così la leggenda di Hiram Abif, la figura allegorica della massoneria.

Secondo la leggenda, egli sarebbe stato il capomastro del Tempio di Gerusalemme. 

Egli fu ucciso da tre operai che volevano conoscere le tecniche di costruzione.

Questa è la storia presa dal sito della Massoneria di Rito Scozzese:

"La leggenda di Hiram viene attribuita a Desagulier come rappresentazione di un momento di frattura necessario in un processo formativo. La morte di un eroe o di un elemento divino per ricostruire il cosmo o la società secondo nuovi parametri è un passaggio, seppure con le peculiari differenze, comune a molte religioni. Il significato storico (chi era Hiram, perché Salomone vuole costruire un Tempio), sociale (cosa rappresenta il Tempio nella società di quei tempi) ed etico della vicenda (il passaggio ad una fase di entropia e barbarie) sono ampiamente descritti e commentati nella letteratura massonica.  Tuttavia se si vuole capire introspettivamente il pensiero del maestro e interpretare il suo agire, ci si deve concentrare su un’analisi esoterica della vicenda relativa agli ultimi istanti della sua vita.  “ Hiram Abif è il grande architetto a cui era stata affidata dal re Salomone la costruzione del tempio. Quindici compagni d’arte, appartenenti alla classe appositamente nominata per dirigere i costruttori, notando che i lavori di edificazione del tempio erano quasi terminati e che, nonostante ciò, essi erano ancora lungi dall’aver acquisito i genuini segreti di maestro massone, si trovarono a ordire una congiura per impossessarsene a qualsiasi costo, senza escluderne il ricorso alla violenza. Alla vigilia dell’esecuzione materiale dell’intrigo, dodici dei quindici cospiratori si ricredettero. I tre rimanenti, di più efferata natura e più determinati a perseverare nei propri propositi sacrileghi, si acquattarono rispettivamente alle entrate sud, ovest ed est del tempio, dove il maestro Hiram si era appartato per venerare l’altissimo, com’era suo costume, allo scoccare delle dodici ore.  Terminata che fu la pratica devota, egli si apprestò a ritirarsi, dirigendosi verso la porta sud, dove fu avvicinato dal primo dei tre furfanti, armato, in mancanza d’altro, di un regolo a piombo. Il furfante con fare minaccioso ordinò al Maestro Hiram di rivelargli, pena la morte, i segreti autentici di maestro massone. Fedele al proprio dovere, il maestro rispose che soltanto tre persone al mondo erano a conoscenza di tali misteri e che egli non avrebbe voluto né potuto acconsentire a divulgarli senza il benestare degli altri; egli dichiarò pertanto di non dubitare che a tempo debito, pazienza e perseveranza avrebbero conferito al costruttore valente il diritto di accedervi. Per quanto lo riguardava, egli avrebbe preferito affrontare la morte piuttosto che deludere la sacra fiducia riposta in lui.  Inappagato da tale risposta, il malfattore tentò di sferrare un colpo violento alla fronte del maestro, ma sbigottito dalla fermezza della sua condotta, sbagliò mira e si limitò a cogliere di striscio la tempia destra, facendolo comunque barcollare e cadere a terra sul ginocchio sinistro.  Rimessosi in piedi, il Maestro si precipitò verso la porta di occidente, dove si imbatté nel secondo congiurato, al quale rivolse la stessa risposta e con invariata fermezza, sicché costui, armato di livella, gli inferse un violento colpo alla tempia sinistra, che lo fece cadere sul ginocchio destro.  Avendo trovato due delle uscite bloccate, debole e sanguinante, il maestro si diresse vacillando verso oriente, nel punto in cui il terzo ribaldo lo aspettava. Ricevuta dal maestro un’analoga replica alla sua insolente richiesta, giacché egli non venne meno alla propria obbligazione persino in tale drammatico frangente, lo scellerato lo percosse violentemente con un pesante maglietto in pietra, proprio nel mezzo della fronte, lasciandolo esanime ai suoi piedi.  Ecco come venne ucciso il maestro.”  Cosa ci trasmette la narrazione della vicenda della morte di un personaggio così importante per la massoneria in generale e per la nostra loggia in particolare che vede il suo nome titolarla?  Come possiamo individuare la saggezza di questo personaggio?  Sicuramente attraverso le sue azioni ed i significati esoterici e simbolici di cui è densa la leggenda.  Che cosa fa Hiram? Svolge un compito. Un grande compito affidatogli dal re Salomone. La sua attività è subordinata all’attività ideativa di Salomone, così come nell’uomo illuminato l’azione è necessariamente dipendente dal pensiero. Quanto più l’architetto riesce a cogliere l’essenza dell’ideazione, quanto più la sua mente si armonizzerà con la mente dell’ideatore e tanto più l’universo risulterà perfetto ed equilibrato, buono e bello. Ed infatti Hiram ha svolto bene la costruzione del tempio fino a quel momento in cui viene interrotto nella esecuzione della sua opera.  Nel racconto, la venerazione del divino viene svolta a mezzogiorno: la divinità venerata era il dio sole Ri e (l’altissimo) e per questo l’ora prescelta per la pratica devota era il mezzodì, come oggi per i massoni i lavori iniziano a mezzogiorno con i caratteri universali dell’ordine per cui il sole si trova sempre al suo meridiano. Sembra quindi la rievocazione di un rito massonico quale noi lo viviamo.  Esistono alcuni riferimenti numerici importanti: come i dodici compagni che si ricredettero, che rappresentano un riferimento ai dodici segni zodiacali, mentre i tre che decidono di affrontare il maestro rappresentano i tre segni dell’inverno (bilancia, scorpione e sagittario) che anticipano il solstizio invernale e che quindi, progressivamente, ci portano verso le tenebre.  La sua “via crucis” si compie con un senso orario tipico del moto solare in direzione delle porte poste alle regioni illuminate dal sole.  Il comportamento dei tre assassini riprende i concetti di individualismo e di egoismo che hanno carattere simbolico di vizi carnefici dell’anima umana e che Hiram rifiuta. Al tempo stesso il numero tre riconduce all’unità, al se stesso che, in questo caso rappresenta la “individualità”, che deve morire nei confronti di un’elevazione del se stesso cosmico.  E così l’«iniziando», nel ruolo di Hiram, finisce per rappresentare, per analogia inversa, la morte di se stesso, quando, dopo aver lottato contro la propria ignoranza, fanatismo e ambizione, la sua parte migliore arriverà a prevalere su quei «difetti» che, impedendogli di riconoscere la vera Identità che si incontra oltre il velo del suo effimero «io», lo mantenevano prigioniero del «desiderio dell’esistenza individuale».  Ma perché i tre assassini del maestro si trovano nelle posizioni e con gli stessi arnesi delle tre luci di loggia?  Come il primo assassino alla porta sud armato di filo a piombo, sta nella nostra loggia il Secondo Sorvegliante.  Come il secondo assassino alla porta ovest armato di livella, sta ora qui seduto il Primo Sorvegliante.  Mentre l’ultimo colpo viene inferto da un uomo posto ad oriente e armato di maglietto, come la principale nostra Luce".

Di John Theopilus Desaguilier (12 marzo 1683-29 febbraio 1744) parlerò in seguito.

Queste gilde prosperarono con la costruzione di chiese, abbazie e cattedrali e nel periodo del gotico esse fiorirono.

Infatti, lo stile gotico fu lo stile simbolo della Francia del Basso Medio Evo e fu legato all'Ordine del Tempio, i cui cavalieri appresero le tecniche di costruzione dall'Oriente.

Per esempio, l'arco a sesto acuto fu di origini persiane e fu usato anche dagli Arabi. 

Il tempo cambiò la situazione.

Nel 1312, l'Ordine del Tempio fu sciolto per volere del re di Francia Filippo IV Capeto (aprile o giugno 1268-29 novembre 1314).

Dunque, le gilde persero i loro protettori.

In Inghilterra, esse continuarono ad operare.

Proprio in quel Paese, nel 1390, fu redatto il primo documento massonico, il quale fu denominato "Regius Poem".

Tuttavia questa prosperità durò fino al periodo di re Enrico VIII.

Nel 1534, re Enrico VIII Tudor (28 giugno 1491-28 gennaio 1547) ruppe con la Chiesa cattolica ed avocò a sé il governo della Chiesa d'Inghilterra.

Nel 1536, egli iniziò la soppressione dei monasteri, che si protrasse fino al 1540,  e spogliò la Chiesa anglicana di molti dei suoi beni.

Non essendoci più gli abati, che furono i loro committenti maggiori, le gilde si appoggiarono alla nobiltà.

Ad eccezione di alcune famiglie, come quella degli Howard, anta parte di quest'ultima non fu la nobiltà storica (che fu decimata dalla Guerra delle Due Rose tra il 1455 ed il 1485) ma fu la nobiltà dell'epoca Tudor, una nobiltà che beneficiò della soppressione dei monasteri e che fu orientata verso il protestantesimo. 

Ad un certo punto, questi nobili chiesero di essere iniziati nelle gilde ed ottennero ciò.

Ad un certo punto, la massoneria divenne speculativa.

Non si occupò più della costruzione di chiese ed abbazie ma di un "tempio spirituale", un "tempio" fondato sul perfezionamento di sé stessi e sulla filantropia.  

Durante il periodo di re Giacomo I Stuart (19 giugno 1566-27 marzo 1625) e del suo successore, San Carlo I Stuart (19 novembre 1600-30 gennaio 1649), ci fu lo scontro tra Parlamento e re.

Nelle logge massoniche lo scontro fu tra papisti (cattolici) ed antipapisti e nell'ambito di questi ultimi tra puritani (fedeli al Parlamento) ed anglicani (fedeli al re).

La vittoria del protestantesimo nella massoneria inglese si compì nel 1688, quando il cattolico re Giacomo II Stuart (14 ottobre 1633-16 settembre 1701), fu deposto e rimpiazzato dalla figlia anglicana Maria II (30 aprile 1662-28 dicembre 1694) e dal genero, lo statolder delle Province Unite (Paesi Bassi) Guglielmo III d'Orange (14 novembre 1650-8 marzo 1702).

Durante il periodo della dittatura di Oliver Cromwell (1649-1658), la famiglia reale degli Stuart visse in Francia.

La regina Enrichetta Maria di Borbone (25 novembre 1609-10 novembre 1669) rimase vedova di re Carlo I, che fu decapitato.

Ella si ritirò in Francia con i figli presso il fratello, re Luigi XIII (27 settembre 1601-14 maggio 1643), ed il nipote che succedette a questi, re Luigi XIV (5 settembre 1638-1° settembre 1715). 

Intorno alla regina d'Inghilterra si formò un frangia massonica costituita da cattolici scozzesi.

Questa frangia si contrappose alla massoneria inglese, la quale divenne sempre più protestante.

Questo portò alla nascita della Massoneria di Rito Scozzese.

Il 24 giugno 1714, nacque la Prima Gran Loggia di Londra.

Essa fu fondata nella birreria "L'Oca e la Griglia", la quale si trovava vicino al sagrato della cattedrale di San Paolo, la quale fu ricostruita dopo il grande incendio del 1666 da un massone: sir Christopher Wren (20 ottobre 1632-25 febbraio 1723).

Tra i fondatori vi fu il già citato Desaguilier, che fu discendente di un ugonotto francese fuggito in Inghilterra durante le persecuzioni operate da re Luigi XIV.

Questa è la cronotassi dei Gran Maestri della Gran Loggia di Londra:

  • 1717, Anthony Sayer
  • 1718, George Payne
  • 1719, John Theophilus Desagulier
  • 1720, George Payne
  • 1721-1723, John Montagu, II duca di Montagu
  • 1723, Philip Wharton, I duca di Wharton
  • 1723-1724 Francis Scott, II duca di Buccleuch
  • 1724 Charles Lennox, II duca di Richmond
  • 1725, James Hamilton, VII conte di Abercorn
  • 1726, William O'Brien, IV conte di Inchiquin
  • 1727, Henry Hare, III barone Coleraine
  • 1728, James King, IV barone Kingston
  • 1730, Thomas Howard, VIII duca di Norfolk
  • 1731, Thomas Coke, I conte di Leicester
  • 1732, Anthony Browne, VII visconte Montagu
  • 1733, James Lyon, VII conte di Strathmore e Kinghorne
  • 1734, John Lindsay, XX conte di Crawford
  • 1735, Thomas Thynne, II visconte Weymouth
  • 1736, John Campbell, IV conte di Loudoun
  • 1737, Edward Bligh, II conte di Darnley
  • 1738, Henry Brydges, II duca di Chandos
  • 1739, Robert Raymond, II barone Raymond
  • 1740, John Keith, III conte di Kintore
  • 1741, James Douglas, XIV conte di Morton
  • 1742-1744, John Ward, I visconte Dudley e Ward
  • 1745-1747, James Cranstoun, VI lord Cranstoun
  • 1747-1752, William Byron, V baronetto Byron
  • 1752-1753, John Proby, I barone Carysfort
  • 1754-1757, James Brydges, III duca di Chandos
  • 1757-1762, Sholto Douglas, XV conte di Morton
  • 1762-1764, Washington Shirley, V conte Ferrers
  • 1764-1767, Cadwallader Blayney, IX barone Blayney
  • 1767-1772, Henry Somerset, V duca di Beaufort
  • 1772-1777, Robert Edward Petre, IX barone
  • 1777-1782, George Montagu, IV duca di Manchester
  • 1782-1790, Enrico Federico, Duca di Cumberland e Strathearn
  • 1792-1812, Giorgio, Principe di Galles
  • 1790-1812 Francis Rawdon-Hastings, I Marchese di Hastings (Pro-Grand Master, Gran Maestro "de facto")
  • 1813, Augusto Federico, Duca di Sussex

Deve essere notato che uno dei Gran Maestri fu l'VIII duca di Norfolk Thomas Howard (11 dicembre 1683-23 dicembre 1723).

Questi fu cattolico e fu sospettato di simpatie con i fautori della linea di successione di re Giacomo II Stuart, i giacobiti, contro la monarchia protestante che era al potere allora, la monarchia degli Hannover.

Il pastore presbiteriano James Anderson (1679-28 maggio 1739) redasse il Regolamento della Gran Loggia dal titolo "Costruzioni dei Liberi Muratori".

Anche la massoneria scozzese si organizzò.

Nel 1743, si iniziò a parlare di essa nelle "Ordonnances générales" della Gran Loggia di Francia.

Essa fu rappresentata inizialmente da questi 25 gradi di perfezione:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. illustre eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto, capo delle dodici tribù
  12. gran maestro architetto
  13. cavaliere dell'arco reale
  14. grande eletto, antico mastro perfetto, detto della perfezione
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce
  19. gran pontefice, o maestro ad vitam
  20. gran patriarca noachita
  21. gran maestro della chiave della massoneria
  22. principe del Libano, o cavaliere dell'ascia reale
  23. sovrano principe adepto
  24. illustre cavaliere, commendatore dell'aquila bianca e nera, cavaliere Kadosch
  25. sublime principe del real segreto.

Con l'affermazione del Rito Scozzese Accettato e rettificato i gradi divennero 33.

Questi sono i gradi di tale rito:

  1. apprendista
  2. compagno
  3. maestro
  4. maestro segreto
  5. maestro perfetto
  6. segretario intimo
  7. prevosto e giudice o maestro irlandese
  8. intendente degli edifici
  9. cavaliere eletto dei nove
  10. cavaliere eletto dei quindici
  11. sublime cavaliere eletto
  12. gran maestro architetto
  13. compagno dell'arco reale di Enoch
  14. grande eletto perfetto e sublime massone o grande scozzese della volta sacra
  15. cavaliere d'Oriente o della spada
  16. principe di Gerusalemme, gran consigliere, capo delle logge regolari
  17. cavaliere d'Oriente e d'Occidente
  18. sovrano principe Rosa-Croce o cavaliere dell'aquila e del pellicano
  19. gran pontefice o sublime scozzese detto della Gerusalemme celeste
  20. venerabile gran maestro di tutte le logge regolari, sovrano principe della massoneria o maestro a vita
  21. noachita o cavaliere prussiano
  22. cavaliere dell'ascia reale o principe del Libano
  23. capo del tabernacolo
  24. principe del tabernacolo
  25. cavaliere del serpente di bronzo
  26. scozzese trinitario o principe di compassione
  27. grande commendatore del tempio o sovrano commendatore del tempio di Gerusalemme
  28. cavaliere del sole o principe adepto
  29. grande scozzese di Sant'Andrea di Scozia o patriarca delle crociate, cavaliere del sole, gran maestro della luce
  30. grande eletto cavaliere Kadosch o cavaliere dell'aquila bianca e nera
  31. grande ispettore inquisitore commendatore
  32. sublime principe del real segreto
  33. sovrano grande ispettore generale.

Ad influenzare molto questo rito fu un certo Cavalier di Ramsay.

Il suo vero nome fu Michael Andrew Ramsay (1681-1743) e nacque protestante, si fece cattolico e morì stuardista in Francia nel 1743.

Con il suo celeberrimo discorso del 1737, egli regolò la massoneria scozzese.

Ora, per la sua segretezza, la massoneria convogliò dentro di sé le idee dell'Illuminismo.

Sia ben chiaro, non tutta la massoneria fu illuminista.

Tra i massoni ci furono anche molti esoteristi, come il famoso Giuseppe Balsamo, Conte di Cagliostro (del quale ho scritto in un precedente articolo) e molti cristiani.

Infatti, almeno all'inizio,  la massoneria non fu antireligiosa.

Nella Gran Loggia di Londra si era ammessi solo se si credeva in Dio, il Grande Architetto dell'Universo.

Le logge francesi avevano persino un cappellano ed i massoni partecipavano alla messa in pompa magna.

Con la penetrazione delle idee illuministe nelle logge francesi, si creò uno scontro con la Chiesa.

Infatti, l'Illuminismo nacque in Inghilterra, con l'opera di filosofi come John Toland e John Stuart Mill, ma poi si diffuse in Francia. 

In Francia, esso assunse un tono polemico contro la Chiesa.

Il filosofo Voltaire (21 novembre 1694-30 maggio 1778) si fece chiamare "Christomoque", ossia "derisore di Cristo".

Papa Clemente XII (7 aprile 1652-6 febbraio 1740) scrisse una lettera apostolica intitolata "In eminenti apostolatus".

Questo ne è un suo stralcio:

" [...] decretiamo doversi condannare e proibire, come con la presente Nostra Costituzione, da valere in perpetuo, condanniamo e proibiamo le predette Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole dei Liberi Muratori o Massoni, o con qualunque altro nome chiamate. Pertanto, severamente, ed in virtù di santa obbedienza, comandiamo a tutti ed ai singoli fedeli di qualunque stato, grado, condizione, ordine, dignità o preminenza, sia Laici, sia Chierici, tanto Secolari quanto Regolari, ancorché degni di speciale ed individuale menzione e citazione, che nessuno ardisca o presuma sotto qualunque pretesto o apparenza di istituire, propagare o favorire le predette Società dei Liberi Muratori o Massoni o altrimenti denominate; di ospitarle o nasconderle nelle proprie case o altrove; di iscriversi ed aggregarsi ad esse; di procurare loro mezzi, facoltà o possibilità di convocarsi in qualche luogo; di somministrare loro qualche cosa od anche di prestare in qualunque modo consiglio, aiuto o favore, palesemente o in segreto, direttamente o indirettamente, in proprio o per altri, nonché di esortare, indurre, provocare o persuadere altri ad iscriversi o ad intervenire a simili Società, Unioni, Riunioni, Adunanze, Aggregazioni o Conventicole, sotto pena di scomunica per tutti i contravventori, come sopra, da incorrersi ipso facto, e senza alcuna dichiarazione, dalla quale nessuno possa essere assolto, se non in punto di morte, da altri all'infuori del Romano Pontefice pro tempore".

Probabilmente, il Papa vedeva nella massoneria la "longa manus" della "perfida Albione", l'anglicana Inghilterra.

Quanto accadde a Firenze negli anni '30 del XVIII secolo inasprì la posizione del Papa.

Infatti, gli inglesi furono presenti nella città, la quale divenne un centro di propagazione delle idee illuministe.

Essi crearono lì una filiazione della Gran Loggia di Londra.

Il segretario fu il poeta Tommaso Crudeli (21 dicembre 1702-27 marzo 1745).

Questi divenne il "protomartire" della massoneria italiana.

Le logge massoniche furono il veicolo dell'Illuminismo, le cui idee misero in forte pericolo una Chiesa oramai dilaniata dai giurisdizionalismi e dagli scontri tra clero secolare ed ordini religiosi e tra gli stessi ordini religiosi.

Nel 1773, fu soppressa la Compagnia di Gesù, per ordine di Papa Clemente XIV (Giovanni Vincenzo Antonio Ganganelli, 31 ottobre 1705-22 settembre 1774). 

Spero che questo possa dare l'idea del clima di quegli anni.

Dopo qualche tempo, scoppio la Rivoluzione francese.

Certamente, i massoni furono coinvolti in quei fatti ma essi furono ad ambo le parti.

Ci furono massoni tra i rivoluzionari ma ce ne furono anche tra i realisti.

Lo stesso re Luigi XVI (23 agosto 1754-21 gennaio 1793) era affiliato ad una loggia, come fece notare la sua stessa moglie, la regina Maria Antonietta (2 novembre 1755-16 ottobre 1793). 

Soltanto dopo la II Guerra Mondiale iniziarono ad ammorbidirsi le posizioni della Chiesa nei confronti della massoneria.

Del resto, con gli ebrei, le persone invalide, gli oppositori politici al nazismo ed altri, anche tanti cattolici e massoni finirono nei campi di concentramento.

L'avere vissuto insieme questi orrori contribuì ad ammorbidire l'atteggiamento della Chiesa nei confronti della massoneria.

Solo nel 1983, con la riforma del diritto canonico, la scomunica ai massoni fu abolita.

Certamente, permangono le differenze tra massoneria e cattolicesimo, per via del relativismo che è presente nella prima.

Il fatto che nella massoneria coesistano più dottrine, contro quella del credere nel Padre, nel Figlio e nello Spirito Santo e che la salvezza passi solo attraverso la morte e resurrezione di Gesù Cristo della Chiesa cattolica, crea ancora oggi una distanza tra i due mondi. 

Se un mio amico volesse affiliarsi alla massoneria, io gli consiglierei di non farlo ma non glielo impedirei e resterei suo amico.

Se il buon Dio ci ama così tanto da lasciarci liberi...chi sono io per negare la libertà al mio prossimo.

Almeno su questo, tutti possiamo essere d'accordo.



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