STORIA

2 Aprile 2020


Festa della liberazione o della libertà ? Una riflessione (Roberto Nicolick)

Nel 1994 il Governo Berlusconi – Lega – AN – CCD – UDC eletto il 28 marzo di quell'anno, e anche quelli successivi di centro destra compresero di doversi confrontare con una sinistra comunista aggressiva e attiva, anche se sconfitta dal voto degli Italiani, in particolare le sinistre che da sempre, avevano monopolizzato la Resistenza, liquidando i partigiani che non erano allineati con il pensiero comunista, iniziarono ad usare la festa come una opportunità per scendere in piazza, non solo a festeggiare, ma anche e soprattutto ad opporsi in modo violento e a coagulare attorno alle bandiere delle brigate Garibaldi, comuniste, una attività di piazza contro il governo in carica, come è prassi, chi non è con loro, è definito fascista e i spin doctor del pensiero comunista, cucirono addosso ai Governi di centro destra la casacca per loro infame di fascista.
L'esperienza di definire con il termine fascista l' MSI Destra Nazionale, per esempio, aveva sortito l'effetto concreto di ghettizzare e congelare non solo un movimento politico che comunque possedeva tutti i crismi della legalità, ma sopratutto di congelare tre milioni di voti, spaventando chiunque volesse inserire l'MSI in una compagine di governo usando i moti di piazza a elevata violenza. In quegli anni si coniò il termine arco costituzionale e di questo arco, secondo i comunisti, l'MSI non doveva fare parte.
Berlusconi , che non era e non è uno stupido al di là degli errori umani e politici che ha commesso, si rese conto di questo pericolo, e cercò di derubricare la cosiddetta festa della liberazione in festa della libertà, termine che come è noto, è molto inviso ai comunisti, a causa della loro provenienza culturale che rimane comunque di matrice dittatoriale.
Il termine di festa della Libertà forse avrebbe fatto della festa del 25 aprile una ricorrenza molto meno divisiva, ma soprattutto, avrebbe tolto dalle mani dei comunisti e dei loro sodali, una clava da usare contro i governi di centro destra, allargando inoltre la ricorrenza anche a quelle forze politiche che anch'esse, avevano partecipato alla resistenza, Monarchici, repubblicani, cattolici, Mauri etc ma che erano stati estromessi violentemente dal PCI di allora.
Addirittura la resistenza e i suoi simboli erano talmente "cosa nostra "dei comunisti che era stata usata dalle Brigate Rosse come simbologia, filosofia e strategia oltre che come alibi, identificando i governi democristiani degli anni 70 come fascisti e schiavi delle SIM.( Società imperialiste multinazionali )
Bossi si recò quindi, alle manifestazioni del 25 aprile di quell'anno a presenziare in rappresentanza del Governo, egli era un Ministro della Repubblica e come tale rappresentava il Governo liberamente eletto dagli Italiani, ovviamente questa presenza coraggiosa, tesa a rompere un monopolio pluriennale, mandò in bestia i comunisti che lo accolsero con insulti e sputi.
Loro avevano capito perfettamente la strategia del governo e reagirono come di consueto con la violenza di piazza che è consona alla loro filosofia.
Fintanto che il 25 aprile verrà monopolizzato dai nipotini degli assassini, rimarrà una festa divisiva e non ci sarà mai una possibile riconciliazione nazionale, cosa che invece è avvenuta in Spagna dopo una guerra civile sanguinosissima.



« Indietro