ARRICCHIMENTI

EDITORIALI

11 Febbraio 2018


Arricchimenti…

 

Un nuovo fermento culturale sta attraversando la nostra associazione: molti sono, infatti, i libri dati alle stampe in questo periodo, a firma di alcuni nostri soci. Ognuno nel proprio campo ma, trasversalmente, arricchendo il sostrato culturale e storico della nostra Pensiero e Tradizione, questi autori- cari amici- daranno modo di alimentare con nuove tematiche e nuova linfa le consuete attività associative: arriveranno conferenze nuove, arriveranno contatti freschi e rinnovati, arriverà quindi qualità ulteriore.

Mentre daremo spazio nel dettaglio a tutte le novità nelle pagine di questa  rivista n.19, la prima del 2017, mi preme salutare e ringraziare una nuova penna che ha accettato di collaborare noi: il prof. Roberto Nicolick, scrittore e storico savonese, che molto ha contribuito a ristabilire la verità sui tanti avvenimenti legati alla seconda guerra mondiale, guerra civile e foibe con ricerche importanti e interessanti pubblicazioni.

Oltre alle note piacevoli, continua la nostra preoccupata osservazione del mondo attuale, attraverso l’analisi delle ultime prospettive geopolitiche ed etiche, non ultima quella sull’enorme dibattito attorno al valore della vita umana oggi, argomento messo in discussione dai nuovi modelli emergenti LGBT e dai casi di “suicidio assistito” passati mediaticamente come “eutanasia” occorsi nella vicina Svizzera e che hanno avuto per protagonisti cittadini italiani per i quali vivere era diventato impossibile, là dove ha prevalso il dolore sul senso, là dove ha vinto la rinuncia sulla lotta.

Noi non crediamo alla casualità di questi eventi mediatici, che giungono alla ribalta proprio quando - in una nazione volutamente e programmaticamente depauperata dei propri valori di riferimento – tutto ed il contrario di tutto diviene accettabile e di fatto accettato attraverso una dittatura del pensiero unico che fa sentire chi la pensa diversamente asociale, emarginato, pericoloso e sgradito.

Di fatto, e senza schierarci con ideologie partitiche o con i valori cattolici segnati comunque oggi da un’evidente apostasia, la nostra associazione si erge a difesa della vita come determinazione di significati fondanti , fra i quali l’indiscutibile pilastro della famiglia naturale e l’imprescindibile pensiero umano che è essenza della persona, unica ed irripetibile, come risposta al dolore fisico e psicologico.        

E’ sempre molto facile schierarsi con l’evidenza del cambiamento, quando questo sembra essere la facile risposta ai complessi quesiti sociali e personali, dimenticando che la Natura è insovvertibile nelle sue leggi millenarie e che essere figli non significa altro che avere un padre ed una madre biologici, che determinano l’unicità e l’ irripetibilità di ognuno di noi.

La Natura stessa che tutti ci include non ammette altra risposta da parte nostra se non l’accettazione del nostro ineluttabile destino, quello di essere generati, di vivere e di morire, dando a noi protagonisti di  questa parentesi esistenziale ( che duri poco o molto non ha alcuna importanza) il compito di riempirla di senso e di significato, attraverso scelte e comportamenti che mirino all’elevazione e al fare fruttare i nostri talenti.

Per questo nessuno, anche chi soffre, è escluso  dalla continua battaglia interiore volta al perfezionamento, al miglioramento, alla ricerca del bene.

Uccidersi non è una soluzione al dolore, come è una storpiatura di significato chiamare “famiglia”  ogni sterile surrogato del modello naturale, che implica miseri traffici economici di uteri in affitto o strane commistioni genetiche degne del peggior laboratorio.

Queste dichiarazioni ci uniscono in una denuncia al sistema facile degli egoismi, che sono i mali di oggi, pur elevati a democratici punti di vista apparentemente liberi  e di facile presa sul qualunquismo e sul populismo  imperante odierno, che accetta ordini senza minimamente saperlo aderendo ad un programma di decadimento e morte della spiritualità occidentale,  la stessa che resero la Grecia e l’Italia culle di ogni fucina di pensiero.

Nel ribadire la nostra estraneità a queste coordinate disumanizzanti, crediamo importante renderlo noto e collaborare a fianco di ogni ente ed organizzazione che sostenga un pensiero divergente e libero.

Rendiamo omaggio, in questo numero della rivista, nella rubrica “Il punto di vista” ad una persona meritevole di ricordo, recentemente scomparsa, lo scrittore disabile Salvatore Conese, il cui esempio di lotta, di forza e di coraggio è la miglior risposta alla vita ed al suo senso.

Augurando come sempre una buona lettura, l’appuntamento è a Giugno prossimo, con la rivista n.20.

 

In Mantua, 21 Marzo 2017

Il presidente

Barbara Spadini



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